:: Ugo OJetti ::

Note sulla Biennale - Corriere della Sera - "l'artista con una pennellata rotta e succosa, raggiunge vivacità e somiglianza"


:: Luciano Albani - Note sulla Biennale ::

"Le sue tele sono moderne e classiche insieme, hanno quel tanto di scapigliato che non disturba, quel tanto di segreto che non è ermetico". Il successo ha avuto subito simpatia per questo artista solitario che odia le cricche, l'invidia, i cenacoli, le parole inutili.... E' semplice, è limpido, è ingenuo".

:: Gioacchino Stivieri ::

Da vecchio amico, Stivieri si complimenta commosso "per il successo che finalmente arride" a lui che "dovette cercarlo fuori patria".

:: Carlo Cavagna ::

arrivato a Londra per eseguire un solo ritratto, vi era poi rimasto a lungo per l'enorme successo riscosso dai suoi quadri e culminato nella mostra nei saloni dell'Ambasciata d'Italia a Londra. Scrive: "Benché ora non lavori che nei palazzi della aristocrazia plutocratica, Pallastrelli rimane, per fortuna, un adoratore della natura, un innamorato del nostro fulgido cielo gemmato dal sole: e sempre, nei suoi ritratti delle nobili dame e dei Lords inglesi, traspare un qualche limpido riflesso, caratteristico come una firma scritta in buona lingua italiana....

:: Barone Frankenstein - ministro plenipotenziario d'Austria ::

“questo quadro dovrebbe essere portato a turno in tutte le case di questa bigia Londra per metterci dentro un raggio di sole”

:: Giorgio Nicodemi - Arte Mediterranea ::

"... L'elegante signorile grazia evocativa che Uberto Pallastrelli di Celleri affidò ai suoi ritratti delle AA. RR. Maria Pia, Vittorio Emanuele e Maria Gabriella e dell'A.R. Principessa di Piemonte, determinando un'armonia di chiari e di azzurri cupi di ottimo gusto, è del tutto lontana dalle ricerche che caratterizzano la pittura romana. Ma il pittore piacentino reca all'insieme della pittura romana una nota festosa, oggettiva, che non è vana. Il ritratto non costituisce forse un elemento decorativo nel quale deve apparire un'equivalenza con la vita?"

:: Giuseppe Spina - "Il Giornale d'Italia" ::

Personale di Pallastrelli a Buenos Aires- ottobre 1948: "L'esposizione di pittura che il conte Uberto Pallastrelli di Celleri ha inaugurato nella galleria Wildenstein si può ben definire la mostra del ritratto. Di fronte a tanta profusione di quadri di paesaggio e di nature morte...questa lodevole insistenza di interpretare e plasmare la figura umana nella signorile grazia ha un significato speciale ed anche un monito... Le figure delle dame da lui dipinte come Jimmy Dodero, Betti Hatch de Bamberg, Irene Stocker di Devoto ed altre non solamente appaiono nella magnifica espressione delle fattezze corporee e della ricchezza elegante dell'abbigliamento ma anche, e questo è il maggior merito, nella limpida e comunicativa rivelazione del sentimento e del pensiero.... Il tono dell'eleganza e della consistenza costruttiva ci può far pensare al Sargent, al Boldini e ad altri fini pittori che seppero interpretare e manifestare il fascino abbagliante e suggestivo del bel sesso. Il procedimento ci può far ricordare le succose, sgargianti, iridescenti macchie di Mancini...ma il suo stile è originale".

:: "Momento sera" - 14 aprile 1971 ::

"Quando la tigre fa la parte del...leone. Il pittore Pallastrelli ha così felicemente esteso ai felini le sue ben note qualità di ritrattista internazionale. L'incontro con l'inusitato 'modello' avvenne quando Pallastrelli dipingeva il ritratto del 'senusso' re Idris I. Come è riuscito a captare il magico mistero di questo sguardo? Attraverso lo studio degli sguardi di tante belle donne - di tanti famosi personaggi - la risposta - un po' per celia - è forse la vera - ...e questo è il caso della tigre che ha fatto per una volta la parte del...leone"

:: Libertà – C.M. ::

Il nostro concittadino è un artista riservato che rifugge dalla pubblicità e dagli esibizionismi: ma i suoi quadri ornano salotti illustri come quelli dell'Aga Khan e di Maria Josè … Nell'osservarli, ricordavo le parole che un giorno sentii dire da Lord Duveen (famosissimo esperto d'arte): “Prendete un buon Boldini – un autentico Mancini di grande impasto e colore – aggiungete un pizzico di Rembrandt – mescolate bene e avrete un Pallastrelli

:: Libertà - Prof. Ferdinando Arisi ::

Posseggo da una quarantina d'anni una magnifica foto Giacomelli del ritratto della principessa di Piemonte e del principe di Napoli esposto alla XXIII Biennale di Venezia. Pittura elegante, la sua che cerca di fondere i modi espressivi di Baldini con il denso e intenso impasto cromatico di Mancini, addolcito e reso fermentante dal tocco lieve di De Pisis ma solo sui contorni, per farlo vibrare”.