Riservato, finemente ironico, dotato di un fascino personale trascinante, scatena con la potenza fulminante dei suoi ritratti un successo travolgente.

I suoi quadri sono realizzati esclusivamente a spatola. Rispondendo a Jerome Zerbe, un articolista di New York incuriosito da questo suo uso esclusivo della spatola, Uberto Pallastrelli ebbe a dire: "Con il pennello devo usare la trementina per mescolare i colori, invece ...".
Dipingere a spatola significa voler costruire col colore, e accarezzarlo, schiacciarlo, stirarlo o accumularlo in impennate improvvise, senza mai alterare la sua nota interna, rovistando nel suo corpo e non mescolandolo mai con altre note cromatiche. Significa un rispetto sacrale per la materia e il bisogno di un'immersione fisica in essa, fino a strapparle quel canto, quel frutto, cercato con impeto, con seduzione, con struggimento, ogni volta come approdo definitivo a una vertigine d'amore.
La sua è un'arte di comunicazione immediata opposta a un'arte di contemplazione. Lui, esteta per eccellenza, sembra rinunciare alla ricerca forzata del bello, che gli farebbe trascendere la realtà. E proprio per questa via raggiunge quell'area alta ove la bellezza scaturisce in modo naturale dall'essenza viva delle cose. (L.Belotti)